Libri che lessi in aprile

Libri che lessi in aprile 2026

Odio di Federico Faloppa (2020) è un libro che si ferma sul hate speech online. Interessante era soprattutto sapere dove si incrocia con il diritto di opinione. L’autore si è soffermato sul linguaggio giuridico in diversi paesi per farci pensare come potremmo andare incontro a queste tendenze bruttissime. Il problema è che ogni paese ha le proprie tradizioni giuridiche, anche di punto di vista linguistico, per cui diventa difficile trovare spunti di interesse comune che potrebbero spingere all’azione giuridica.

Il secondo era ‘Onvertaalbaar‘ (intraducibile) (2026) di Lizette Ma Neza un libro che ha trovato parole per descrivere lo spazio tra una lingua e un’altra. Spesso si parla di ‘lost in translation’ ma questo è lo spazio tanto apprezzato da gente bilingue. La scrittrice è ruandese-olandese e secondo me ha fatto davvero un lavoro poetico nel cercare le parole proprie per queste cose.

Il terzo libro, in realtà un libello, era di Djamila Ribeiro, il Piccolo manuale antirazzista e femminista (2019). Mi sono interessata per la scrittrice perché ho vissuto mezz’anno a Sao Paulo e lì ho imparato qualche parola di Brasiliano. La scrittrice poco tempo fa era in Olanda perché le era accordata un premio ed era ospite della sindaca di Amsterdam, Femke Halsema.

Numero quattro era il Diario di un pazzo di Nikolaj Gogol (1835). Mi piace la letteratura russa, all’università ne ho dato anche un’esame anche se non rientrava per niente nel curriculum. Ho voluto da tempo leggere questo libro, perché mio padre, regista di un gruppo teatrale dilettante e professionista nella cura psichiatrica, avrebbe voluto incarnare questo personaggio sul palco. In Olanda è stato incarnato da Henk van Ulsen, un attore famoso e conoscente di mio padre. Un po’ pesante la lettura di questo libro, comunque a causa delle mie proprie esperienze con la psicosi, la posso anche dire assai fedele alla realtà o veridica.

Numero cinque era il Novecento di Alessandro Baricco che esordì nel 1994. Un racconto breve che mi è stato regalato da una mia studentessa un anno fa, grazie Beatrice. Il racconto è bellissimo, favoloso e suggestivo e lo si legge in un pomeriggio. Di Baricco ho letto anche The Game, che però è un saggio culturale – politico sulla tecnologia nella nostra vita. Anche bello, molto diverso.

Poi ho letto il Het Ministerie van Opperst Geluk (Il ministero della suprema felicità) (2017), l’ho letto in traduzione olandese. Avevo un po’ di dubbi se volessi leggere un saggio della scrittrice Arundhati Roy o invece un romanzo. Sono anche interessata nei suoi pensieri politici per la sua critica al capitalismo e al globalismo. Il romanzo è comunque anche bellissimo. La scrittrice è dall’India dove si svolge la storia incredibile di personaggi fantastici. Qui puoi leggerne un riassunto

L’ultimo libro mi sono stata regalata nella Libreria delle Donne di Bologna, Il Piccolo manuale di comicità femminista dell’attrice Luisa Merloni. (2026). Era un bel passatempo, anche se il libro non fa ridere, ma fa riflettere sul umorismo. Da bei spunti per una lettura più approfondita sul tema e mi ha fatto comprare su Vinted dei dvd di Monica Vitti, Totò e Alberto Sordi per fare più pratica con la risata.


Reacties

Geef een reactie

Je e-mailadres wordt niet gepubliceerd. Vereiste velden zijn gemarkeerd met *