Allucinante, ho sentito una conoscente che parlava dell’esame orale olandese. Perché parlare a un computer (allo Staatsexamen), incarnare un ruolo teatrale (devi sempre immaginarti una presa di posizione agli esami) e semplificare la lingua contemporaneamente, non è facile.
Forse è allucinante il tempo che vedi scorrere davanti a te al Staatsexamen. In quel caso consiglierei di fare l’esame CNaVT, dove hai un esaminatore/trice di fronte a te per cui l’interazione favorisce l’umanità. Così puoi vedere la stanchezza sua sulla faccia e concludere che è ora di finire.
Semplificare la lingua
Gli Italiani hanno una lingua più retorica dell’olandese. Fanno frasi più lunghe, con molte frasi subordinate e fanno uso di combinazioni semantici di parole di un livello C2 che hanno la tendenza a oscurare, mettere in fumo un po’ le cose. Gli italiani sono tutti scrittori, sono tutti letterati. Mentre gli olandesi vanno fiero del ‘koopmansgeest’, lo spirito di un commerciante. Qui bisogna ridurre il tuo pensiero in complessità. Invece di dire: ottimalizzare l’interazione è meglio dire: migliorare la comunicazione. Invece di dire che il IA suscita difficoltà artificiali è meglio dire che peggiora la comunicazione.
Lasciamo indecisa la battaglia su chi abbia ragione. L’importante qui è quando fai l’esame in Olanda, un orale, non devi seguire il filo del proprio pensiero. Devi seguire la proposta del modello dell’esame, devi parafrasare l’input e pensare all’ascoltatore (cosa vorrebbe sentire lui) per vendere un prodotto all’esaminatore: il tuo parlato.
Mi è capitata che un mio studente si è offeso, perché credeva che io la tratassi come un bambino. Ridurre la complessità del pensiero forse ha però davvero in mente un bambino sveglio, uno che capisce in fondo quello che dicono gli adulti con le loro parole difficili. Lo sappiamo che la lingua italiana, a causa di una storia linguistica più lunga, a causa dell’estensione temporale in un passato remoto e un estensione del possibile, nella irrealtà del congiuntivo è una lingua più articolata dell’olandese. Ma che vuol dire articolata qui? È meglio il latino al radice germanico dell’olandese? No, per carità, vogliamo bene anche al dialetto, al pidgin inglese. Ma si parla di scelte culturali. Non divagare! Sii breve e concisa.
L’orale come rite de passage
I bambini olandesi fanno delle presentazioni all’elementare. Non solo le interrogazioni come all’elementare italiano: mi fai una domanda e io ti do la risposta giusta. Questo sì però è quello che vogliono sentire gli insegnanti che ci mettono in un corsetto [insert Pink Floyd Brick in the Wall]. All’età di 8 anni i bambini olandesi invece parlano in classe del proprio animale domestico, cosa mangia, dove vive ecc. Gli bambini olandesi sono abituati a creare il proprio discorso parlato in età giovane. Non è un caso che Maria Montessori ha lavorato per tanto tempo in Olanda. Lei prendeva sul serio i bambini. In Italia, come in Olanda, vedo genitori che concedono ai tamburini dei loro bambini, che non è una cosa bellissima. Ma cosa significa allora prendere sul serio una persona nel parlato? Dove sono concesse la creatività e l’ispirazione allora nella presa di parola in Olanda?
All’università in Olanda alla facoltà di lettere quasi tutti gli esami che ho dato erano scritti, sembra che le situazioni si invertino all’età di 18 anni. In Italia tanti esami diventano orali, e ciò ha inizio con l’orale all’esame di maturità al liceo. Massimo Recalcati ne parla nel suo libro L’ora di lezione come una presa di parola filosofico, un rite de passage che ti permetta di prendere il diritto alla propria concezione delle cose, a condizione che sia articolata bene appunto. Forse l’orale all’esame olandese è un pezzo teatrale, dove devi incarnare lo spirito olandese, con questa complessità ridotta
Una bella iniziativa!
Ciò che è molto significativo secondo me è quello che trovi nel criteri dell’attribuzione del punteggio per l’esaminatore. È importante che lo studente prenda l’iniziativa. La disubbedienza sembra che va valutato positivamente. Come dice il proverbio olandese: brutale mensen hebben de halve wereld. Allora brutaal è tante cose. Nel dizionario Prisma viene tradotto come ‘audace’, ‘impertinente’, ‘insolente’, ‘sfacciato’, ‘sfrontato’ e ’temerario’. Qui rientra complessità ridotta. In realtà brutaal è anche rozzo. Gente rozza è proprietari* di metà mondo, così tradurrei il proverbio.
Ho la speranza però che l’educazione e l’iniziativa non traspare nella complessità delle parole o frasi o nella audacia, ma traspare nella cordialità e la gentilezza, la modestia e la dolcezza. Per favore usile, queste caratteristiche femminili all’esame, anche se c’è un computer di fronte a te. Ma consideri anche che hai il diritto di essere qui e che puoi prendere la parola. The stage is yours!


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