Hai voglia di un film lento perché il Hollywood non ti piace più di tanto? Ieri ho visto questo film che è un’interpretazione del libro classico moderno di W.F. Hermans De donkere kamer van Damocles (La camera oscura di Damocle). Il film parla della seconda guerra mondiale. C’è un ragazzo, biondo con le lineamenti fini sul volto, che in crisi di matrimonio, una notte quando sveglia vede un paracadutista vedere dal cielo.
Con la voglia antinazista corre in aiuto di questa persona che poi gli chiede in aiuto con alcuni affari che sembrano essere per la causa buona. Il ragazzo biondo si chiama Ducker e il paracadutista, che lo assomiglia appunto come due gocce d’acqua, si chiama Dorbeck. Ducker viene coinvolto in quello che lui crede la resistenza, ma a fine storia, non è chiaro la realtà quando deve provare che questo Dorbeck davvero esiste.
Il film è del ’63 e il libro fu pubblicato nel ’58. Lo scrittore Hermans rientra nella categoria (corrente letteraria) dei Tachtigers, scrittori che sono nati nel decennnio ’80 del Novecento. Poco tempo fa ho letto questi articoli interessanti nel Groene Amsterdammer di Marja Pruis, feminista, che si lamentava dell’esistenza di queste persone a metà del ventesimo secolo, perché li considerava un po’ fuori la moda, adesso che siamo più emancipate e che abbiamo anche delle donne per fornirci ‘modelle’ di scrittura che siano con una voce meno rauca del fumo, come si era abituato a fumare tanto in quei anni! Nel dopoguerra olandese.

Marja Pruis è descritto sulla radio olandese come modella per una nuova generazione. Ha scritto nel bio sotto i suoi articoli nel Groene che : “Marja Pruis heeft heel lang opgesloten gezeten, tot ze een bevrijdend telefoontje kreeg van Martin van Amerongen, destijds hoofdredacteur van De Groene Amsterdammer“, che è stata reclusa per molto tempo, fino a quando ha ricevuto una chiamata di Martin van Amerongen, il capo redattore del De Groene Amsterdammer di allora. E vero che le donne a volte hanno bisogno di un uomo per farci entrare nel mondo ri/enumerato della cultura.
Allora, molto interessante che questa donna è definita una voce di una nuova generazione dal Radio 1. Però parliamo anche un attimo di cosa dicevano questi voci rauci di allora. Nel libro abbiamo come tema il/la sosia come punto focale dell’identificazione per lo spettatore. Così facendo, con questo film siamo invitat* a riflettere sul nostro ruolo nel teatro della vita e a riflettere sulla domanda: cosa farei io in una tale situazione, quando magari la passione mi brucia nella gola e quando vedo permesso di esistere proprio nell’esistenza stessa dell’altr*.
Direi quindi che questo film è più che attuale. Poi in questi giorni si parla tanto di Baudrillard, filosofo del significato dello schermo nella nostra vita, adesso che tutti siamo coccolato, viziato e resi dipendenti dallo schermo. Ne parlavo con mio fratello che aiuto con i fondi per far uscire libri altrui. Perché è interessante pensare di chi ci identifichiamo nel cinema e perché. Uno di questi giorni lui pubblicherà dalla sua casa editrice questo libro, dall’italiano Alessandro Sbordoni. Speriamo che il libro sarà accolto con piacere da Dora Gatti, alla libreria Italiana ad Amsterdam per farla girare.
La versione olandese del film potete vedere su Cinemember.nl, che è una bellissima piattaforma olandese per vedere film artistiche ed europee, classici e moderni. Lì purtroppo non ci sono sottotitoli in lingua inglese. C’è una versione inglese, ma non so dove è possibile vederla. Esiste, chiedete in giro dove si trova il fantasma.


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